L’IMPERATORE: La carta nº IIII rappresenta un re, in tempo di pace, che legifera e governa il suo popolo con fermezza e amore. Le sue gambe sovrapposte configurano una croce, il quaternario che funge da fondamento alle legai del tempo e dello spazio. è simbolo delle strutture sociali, familiari e di governo di cui ne è centro e che ordina e armonizza. Quale architetto, disegna i piani costruttivi del suo impero, che si eleva e accresce sotto la sua autorità. Nel nostro interiore si identifica in quella energia che ci governa e controlla, ordina le nostre idee, disciplina le azioni, e ci insegna a compiere una missione. Simboleggia anche la paternità: il buon padre che corregge ed educa i suoi figli unificando il rigore e l’amore. Si osservi che le carte III e IIII sono opposte e complementari, il che si può rilevare dalla posizione dello scettro e dello scudo, simboli di comando, dominio e potere.
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L’IMPERATRICE: È la Sapienza priva dei suoi veli, che si riflette nell’Intelligenza, la Vergine Regina, piena di quella Grazia che si dirama in tutta la creazione. Rappressenta il principio femminile, passivo e ricettivo, che puó raffigurarsi come una coppa vuota che viene riempita e fecondata dallo Spirito. È datrice di forme, e come ogni madre, nel dare la vita da anche la morte, unendo cosi i misteri gioiosi, dolorosi e gloriosi. È la Madre universale da cui emanano tutte le creature; è l’Intelligenza rivelatrice e creativa, capace di discernere il vero dal falso. La sua bellezza e la sua armonia si manifestano nella Natura. È colei che seduce ed attrae ed è sposa fedele e amante. Come la IIII è una carta legata all’esteriore che si pone in relazione con la grazia e la bellezza delle forme, cosi come con la nobiltà e l’autentica “regalità”.
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LA PAPESSA: È la Sapienza occulta dietro il velame delle apparenze. Seduta come asse centrale in mezzo alle due colonne del Tempio, scopre le profondità delle cose grazie all’intuizione più elevata e al puro intelletto, gli occhi con i quali legge il Libro della Vita.
Insegna a guardare la nostra interiorità, invita a fare silenzio quando è necessario tacere, a penetrare le forme cercando sempre l’essenza degli esseri, a conoscere la Fede. Non porta a conoscere i dogmi che s’impongono solo ai ciechi, ma piuttosto quella certezza che conosce chi sia stato toccato dall’esperienza spirituale, e che si conserva in segreto come un prezioso tesoro.
È la Isis con il Velo degli egizi, coronata come regina misteriosa il cui cuore può aprirsi soltanto con la chiave della Conoscenza a cui si arriva attraverso lo sguardo interiore reso propizio dal lavoro iniziatico.
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IL MAGO: (Il Bagatto): è la prima carta del Tarocco; simboleggia la vera essenza dell’uomo la cui missione è conseguire l’unione fra spirito e materia. Con la mano sinistra sostiene una bacchetta magica che indica il cielo, e con la destra una moneta d’oro, simbolo della terra, sulla quale i suoi piedi si poggiano ben piantati. L’alternarsi dei colori azzurro e rosso dei suoi vestiti rappresenta l’equilibrio degli opposti; e questo personaggio intraprende l’opera alchemica lavorando con i principi e 4 elementi (simboleggiati dai tre piedi e dai 4 angoli del tavolo) grazie ai quali si mantiene permanentemente all’erta. Il Mago vive l’oggi come il primo e l’ultimo giorno della Creazione unendo la sua opera a quella dei Creatore. Il senso più alto della carta è dato dal suo numero, che indica il motore immobile, il Principio di tutte le cose, anche se il suo cappello a forma di otto allungato simboleggia il movimento continuo
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